Sulla scia del successo mediatico del web2.0 si è diffusa l’abitudine di applicare il suffisso “2.0” ad una serie di parole per indicare l’introduzione delle tecniche del web2.0 in determinati settori.

Su questa scia si è iniziato a parlare di science2.0, office2.0, health2.0, government2.0, … ma un posto di rilievo, almeno per la sua rilevanza, spetta all’enterprise2.0.

In questo post ho raccolto alcuni appunti che cercano di chiarire cosa vuol dire applicare le tecniche del web2.0 all’interno delle imprese.

Definizioni

Il termine web2.0, al contrario del suo capostipite, non indica un insieme di tecnologie o di standard, ma un approccio sociale al modo in cui il web viene costruito. Le informazioni presenti nei siti non nascono più, come nel passato, in modo gerarchico, ad opera di un gruppo limitato di persone che costituisce il comitato di redazione. Esse nascono ad opera degli utenti che fruiscono del servizio, sfruttando una forza lavoro enorme e, normalmente, gratuita.

Questo nuovo modo di operare ha portato alla creazione di strumenti ben definiti che delineano il tipo stesso del servizio offerto dal sito, creando nuovi nomi che dal prodotto sono passati ad identificare la tecnologia che tale prodotto consente di realizzare. Si parla così di blog, di wiki, di social bookmarking o di social networking identificando sia un sito che offre tale servizio che il software che consente di realizzarlo.

Parlando di enterprise2.0 l’approccio metodologico passa in secondo piano e si inizia ad instaurare una vera e propria definizione basata sulle esigenze specifiche che un prodotto in grado di traghettare l’impresa verso tale “tecnologia” deve avere.

Di seguito provo a riassumere quelle che costituiscono, al momento attuale, il sottoinsieme di prodotti del web2.0 che, nel suo complesso, può essere definito come enterprise2.0. Questo elenco, ovviamente, si basa sull’attuale stato dell’arte e sicuramente in futuro varierà in base alle nuove idee che scaturiranno e che risulteranno applicabili in ambito aziendale.

La condivisione delle informazioni

Come suggerito in questo articolo, l’obiettivo dell’impresa, parlando di web2.0, è quello di condividere le informazioni. Tra i vari strumenti disponibili, l’autore suggerisce 5 pilastri fondamentali, mescolando strumenti che consentono di fornire informazioni a strumenti che permettono di consultarle.

Li elenco di seguito strutturandoli meglio e aggiungendone uno, a mio avviso dimenticato.

  • Il social networking
  • I blog
  • I wiki
  • Il social bookmarking

Questi 4 strumenti utilizzati per fornire informazioni devono essere tutti completati dai tag per la classificazione e dagli RSS per la fruizione delle informazioni inserite.

Il social networking

Il database dei dipendenti e dei collaboratori. Chi sono, cosa fanno, con chi lavorano, su che progetti, quale è il loro curriculum, …

Consultando un sito come LinkedIn non credo che vi siano informazioni che un’azienda reputerebbe poco importanti relativamente ai propri dipendenti. Al massimo le informazioni vanno riviste legandole maggiormente alla propria realtà, ad esempio prelevando i progetti dall’elenco dei progetti aziendali, i gruppi da quelle dei vari uffici, le autorizzazioni dalle policy aziendali e così via.

I blog

Il blog è ciò che si pensa e il diario in cui vengono memorizzati gli appunti sul proprio lavoro. Esso rappresenta, per l’azienda, un doppio canale: comunicazione e documentazione.

Il primo serve per fornire direttive e informazioni evitando e-mail di massa in cui si rischia di dimenticare qualcuno e che non sono viste da chi arriva dopo. E’ un canale estremamente efficiente par parlare con i sottoposti e per comunicare la propria visione o la visione aziendale.

Il secondo rappresenta un efficace sistema di documentazione del lavoro svolto: ogni giorno ogni dipendente scrive ciò che ha fatto, che problemi ha riscontrato e come li ha risolti. Un valore inestimabile, ad esempio, nel caso di passaggio di consegne.

I wiki

Il wiki è l’imitazione, tramite un software, della classica lavagna in cui, durante le riunioni, si tiene traccia delle idee e dei concetti permettendo a chiunque di modificare ciò che vi è scritto. Questo video chiarisce in modo encomiabile il concetto.

A questo strumento base un wiki aggiunge una caratteristica fondamentale: l’asincronicità. Grazie ad un wiki non posso solo fornire il mio contributo, ma il documento si può completare in tempi differenti, senza bisogno di trovare un momento di disponibilità collettiva.

I wiki, inoltre, dispongono di strumenti per la tracciabilità delle modifiche che semplificano enormemente la ricerca delle novità o delle modifiche apportate da una determinata persona o l’esplorazione di ipotesi, senza contare il fatto che un wiki dispone di molte “lavagne” che possono essere collegate tra loro tramite link.

Social bookmarking

Non credo che esista un’organizzazione che prima o poi non senta il desiderio di avere una pagina con un elenco di link ritenuti importanti.

Il social bookmarking aggiunge a questa pagina le caratteristiche del web 2.0 relativamente al fatto che viene “manutenuta” da tutti e tutti la possono correggere nel momento in cui un link non è più valido o importante.

Il fatto che un link sia legato ad una persona specifica, inoltre, permette anche di sapere cosa tale persona reputa importante (ad esempio cosa è importante per il mio capo) e aggiunge a chi lo consulta un criterio di valutazione: se una persona che stimo mi consiglia qualche cosa sono più propenso a consultarla rispetto al consiglio di uno sconosciuto.

I tag

Il sistema dei tag è un ottimo sistema di classificazione che supera i limiti delle gerarchie statiche creando gerarchie dinamiche. Solo utilizzandolo se ne riesce ad apprezzare i vantaggi rispetto alle classificazioni ad albero, anche perché richiede un nuovo modo di organizzare il proprio pensiero.

I tag, inoltre, hanno anche una forte valenza psicologica e organizzativa, permettendo di sfruttare quella che viene definita “wisdom of crowds” e incrementare lo scambio di informazioni, come ottimamente spiegato in questo articolo.

Gli RSS

Se provate a consultare un RSS utilizzando un client di posta capite subito le analogie e le differenze con le e-mail.

Le analogie sono nel formato e nell’immediatezza dell’informazione. Ogni messaggio arriva più o meno nell’istante in cui viene inviato o alla prima occasione di consultazione da parte del destinatario.

Le differenze, invece, sono tutte dei vantaggi:

  • Arrivano i messaggi solamente dalle persone desiderate (dagli elenchi che ho sottoscritto): niente spam
  • I messaggi vecchi restano anche per chi arriva dopo, ad esempio il neo assunto
  • Il messaggio non arriva realmente, ma ne arriva solo titolo e riassunto (se così voglio). I contenuti pesanti che potrebbe contenere finiscono sul mio pc solo se lo desidero.

Conclusione

Individuate le necessità occorre trovare gli strumenti. Internet ne è piena e il mondo del software libero anche. Quello che rimane da capire è quali siano i più adatti e, soprattutto, in che modo si integrano tra di loro e in che modo possono essere integrati con le realtà aziendali che si basano su prodotti gestionali preesistenti e con severe regole di accesso per la protezione delle informazioni.

Agli strumenti classici, infatti, è fondamentale aggiungere una parte di strumenti del mondo esistente che ne completano l’utilità calandoli nella specifica realtà aziendale. Quanto elencato, pertanto, farà da supporto a ERP, CRM e altri strumenti già ampiamente diffusi.

Capire quali sono gli strumenti corretti e come integrarli è un lavoro per i prossimi post.

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