iPad per il lavoro – parte 1
10 gennaio 2011
Ebbene sì, anche io ho ceduto alla moda del momento e mi sono comprato un tablet. Pur con mille perplessità mi sono rassegnato ad acquistare un iPad, un po’ per il fatto che al momento è il migliore tecnicamente e dal punto di vista delle apps disponibili, un po’ perché è il più diffuso e i miei clienti mi chiedono come possono fare varie cose utilizzandolo.
Il primo giorno l’entusiasmo è stato eccezionale, ma poi mi sono scontrato con i problemi da cui nascevano le perplessità di cui sopra. Il sistema della Apple è un sistema estremamente chiuso e blindato, al punto di sacrificare la produttivà se si pensa di utilizzarlo al di fuori degli schemi per cui è stato pensato.
iPad è un sistema per l’uso personale, eccezionale per fruire di contenuti, ma difficile da utilizzare per produrne. Mentre dispone di innumerevoli canali di ingresso (immagini, video, pagine web, musica, riviste appositamente pensate, …) i canali di uscita si limitano all’invio dei file prodotti da alcuni programmi via e-mail. Decisamente limitativo per un utilizzo business.
Da qui parte questo articolo che vuole dare alcuni suggerimenti per rendere l’iPad più strumento di lavoro e meno gioco.
Il limite più grosso con cui ci si scontra è il fatto che ogni apps vive nella sua cella, senza poter entrare in contatto con i file prodotti o gestiti con altri sistemi. Posso scaricare un’apps che si connette ad una condivisione Windows del mio server aziendale e, magari questa apps può inviare un file in modifica a iWorks, ma poi il file modificato non può tornare indietro se non tramite una e-mail. Tanto meno posso, utilizzando Safari (il browser web), fare l’upload di file tramite una pagina web, proprio perché i file sul mio iPad non sono accessibili da Safari!
Come dicevo, un sistema ottimo per usufruire di contenuti, ma non per crearli.
Il primo passo, pertanto è stato quello di “creare” il filesystem condiviso che sul tablet manca. L’unica strada rispettando la licenza Apple è stata quella di rivolgersi al cloud, facendo uso di Dropbox: un eccezionale disco virtuale di 2gb gratuito e sincronizzabile tra vari dispositivi.
Questo sistema, oltre al costo, ha altri vantaggi. Il primo è quello di essere utilizzabile da qualsiasi sistema in modo molto trasparente. Su Linux o Windows si ha una cartella in cui mettere i file che si vogliono avere a disposizione sul cloud. E’ inoltre possibile accedere ai file anche tramite una semplice interfaccia web, disponibile ovunque con username e password.
Il secondo vantaggio è quello che questo programma rappresenta, ormai, uno standard e le apps che lo supportano su iPad sono molte.
Tra queste non ricade iWorks (Numbers e Pages), ma vi sono altri 2 programmi per modificare file di Word e Excel che, seppur con i loro limiti, possono essere utilizzate per apportare rapide modifiche ai documenti condivisi. Io ho scelto QuickOffice, in cui, con 2 click, si configura l’accesso a Dropbox e in un attimo si è in grado di modificare i file condivisi dal nostro pc o da nostri colleghi.
Nel prossimo articolo vedremo come condividere tasks e calendari con l’azienda. A presto.