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	<title>Edy Incoletti</title>
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	<description>Web2.0, Enterprise2.0 e il futuro del Web</description>
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		<title>Edy Incoletti</title>
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		<title>Crunchbang! Nuova vita ad un vecchio pc</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 14:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[CrunchBang!]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche anno sono un affezionato utilizzatore di Ubuntu, la distribuzione Linux che, ad oggi, riscuote maggiori consensi. Ultimamente, tuttavia, mi sono stufato dei rallentamenti che ogni nuova release introduce e che hanno ormai reso inutilizzabile il mio vecchio pc (ha ormai 8 anni!!!). Invece che provare versioni alternative di Ubuntu (le varie Xubuntu, Lubuntu, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=189&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche anno sono un affezionato utilizzatore di Ubuntu, la distribuzione Linux che, ad oggi, riscuote maggiori consensi. Ultimamente, tuttavia, mi sono stufato dei rallentamenti che ogni nuova release introduce e che hanno ormai reso inutilizzabile il mio vecchio pc (ha ormai 8 anni!!!).</p>
<p>Invece che provare versioni alternative di Ubuntu (le varie Xubuntu, Lubuntu, …) ho preferito fare un passo “indietro” e tornare a qualche cosa di più semplice, ma sempre derivato da Debian.</p>
<p>La mia scelta è caduta su Crunchbang!, una distribuzione basata su Debian che utilizza OpenBox come ambiente desktop. Si tratta di un sistema di gestione desktop e finestre semplificato rispetto a quelli più conosciuti, ma che negli ultimi anni ha comunque fatto notevoli progressi e oggi, come facilità d&#8217;uso, non ha nulla da invidiare ad ambienti più mastodontici.</p>
<h2>Installazione</h2>
<p>Dopo aver scaricato il <a href="http://crunchbang.org/download/">cd di installazione</a> viene presentato il classico menu che consente di provare una versione live o di installare il tutto sul proprio pc. Non entro in questa sede nei dettagli dell&#8217;installazione e mi limito a constatare che, alla fine, ho il mio desktop iper minimale funzionante.</p>
<p>Al primo login si apre una finestra che consente di completare l&#8217;installazione aggiungendo alcuni pacchetti come LibreOffice o il supporto per la stampa e aggiornando il sistema con gli ultimi rilasci.</p>
<p>Durante la configurazione ho scelto di installare LibreOffice, pertanto posso ora rimuovere AbiWord e Gnumeric con il comando:</p>
<pre>$ sudo aptitude remove abiword gnumeric</pre>
<h2>Icone</h2>
<p>Per le icone <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=awoken%20icons&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CCgQFjAA&amp;url=http://gnome-look.org/content/show.php/AwOken?content=126344&amp;ei=gmffTq_9FcXGswalpeGLCQ&amp;usg=AFQjCNHWibQxp3V_ijUUcjb4fB0uBNLM_w&amp;cad=rja">scaricare le AwOken</a>. Scomprimere il pacchetto e scomprimere i 3 archivi contenuti nella cartella .icons nella propria home.</p>
<p>A questo punto è possibile personalizzare il set di icone con il comando:</p>
<pre>$ ~/.icons/AwOkenWhite/awoken-icon-theme-customization-white</pre>
<p>Terminata la personalizzazione richiamare il menu “Settings – User Interface Settings” e selezionare il tema di icone AwOkenWhite.</p>
<h2>Barra con menu</h2>
<p>In OpenBox le applicazioni possono essere raggiunte tramite un menu che compare cliccando con il tasto destro sul desktop. Questa funzionalità non è comodissima, in particolare quando si ha già una finestra aperta. Inoltre questo menu non viene aggiornato automaticamente quando si installano e rimuovo i programmi.</p>
<p>E&#8217; importante, pertanto, installare una barra dei menu classica che si integri con i menu di Gnome, in modo che ogni programma venga inserito e tolto in automatico.</p>
<p>Questo può essere fatto con i seguenti comandi:</p>
<pre>$ wget http://download.tuxfamily.org/adeskbar/archives/adeskbar.0.4.2-all.deb
$ sudo apt-get install python-gmenu gnome-menus
$ sudo dpkg –install adeskbar.0.4.2-all.deb</pre>
<p>Per configurare la barra lanciare il comando:</p>
<pre>$ adeskbar</pre>
<p>e impostare la posizione (in alto c&#8217;è già la barra di OpenBox).</p>
<p>Infine occorre inserirla nelle applicazioni in avvio automatico. Per fare ciò cliccare con il tasto destro sul desktop e selezionare “Settings – OpenBox – Edit autostart”. Alla fine del file aggiungere le seguenti righe e salvare:</p>
<pre>## adeskbar
(sleep 5s &amp;&amp; adeskbar) &amp;</pre>
<p>Fatto tutto questo sloggarsi e riloggarsi per vedere se le modifiche apportate funzionano. OpenBox non si aggiorna automaticamente, ma rilegge le configurazioni ogni volta che parte!</p>
<h2>Wallpaper</h2>
<p>Senza un&#8217;immagine di sfondo il desktop non è molto carino. Alcune immagini dedicate a CrunghBang! possono essere trovate con <a href="http://www.google.com/search?q=crunchbang+background&amp;hl=en&amp;client=iceweasel-a&amp;rls=org.mozilla:en-US:unofficial&amp;prmd=imvnsfd&amp;tbm=isch&amp;tbo=u&amp;source=univ&amp;sa=X&amp;ei=V2vfTtKFFc7mtQbkxY3JCA&amp;ved=0CD4QsAQ&amp;biw=994&amp;bih=644">Google</a>, tuttavia il sistema base ha già alcuni sfondi preinstallati.</p>
<p>Le immagini nuove devono essere salvate nella cartella ~/images/wallpapers e diventano impostabili tramite il menu “Settings – Choose Wallpaper”.</p>
<h2>Software aggiuntivi</h2>
<p>In CrunchBang! non sono installati alcuni software che potrebbero risultare molto utili. Ovviamente ne esistono differenti, ma ho scelto di seguito quelli che risultano più leggeri e con meno dipendenze, sempre al fine di mantenere il sistema il più leggero possibile. Tutti i software possono essere installati con il gestote di pacchetti o con il comando “sudo apt-get install”.</p>
<ul>
<li>Gestione fotografie: <strong>shotwell</strong></li>
<li>Posta elettronica: <strong>icedove</strong></li>
<li>Gestione musica: <strong>rhythmbox</strong></li>
<li>CD Ripping: <strong>sound-juicer</strong> (con <strong>gstreamer0.10-lame</strong> per il formato MP3)</li>
<li>Modifica tag id3: <strong>easytag</strong></li>
</ul>
<p>Per il momento è tutto. Gli altri software come il lettore PDF e GIMP sono già installati.</p>
<div id="attachment_196" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://eincoletti.files.wordpress.com/2011/12/2011-12-08-1323353745_1280x800_scrot.png"><img class="size-full wp-image-196 " title="Crunchbang! screenshot" src="http://eincoletti.files.wordpress.com/2011/12/2011-12-08-1323353745_1280x800_scrot.png?w=480&#038;h=300" alt="Crunchbang! screenshot" width="480" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Crunchbang! screenshot</p></div>
<p>Di certo non si hanno certe comodità tipiche dei moderni desktop, come anteprime, sistemi di ricerca integrati, collegamenti tra desktop e posta o social network, ma lascio a voi trovare il modo di personalizzare il tutto secondo le vostre esigenze.</p>
<br /> Tagged: <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/crunchbang/'>CrunchBang!</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/linux/'>Linux</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/189/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/189/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/189/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=189&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>iPad per il lavoro – parte 3</title>
		<link>https://eincoletti.wordpress.com/2011/08/03/ipad-per-il-lavoro-%e2%80%93-parte-3/</link>
		<comments>https://eincoletti.wordpress.com/2011/08/03/ipad-per-il-lavoro-%e2%80%93-parte-3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 07:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[E-mail]]></category>
		<category><![CDATA[Geetasks]]></category>
		<category><![CDATA[Google Calendar]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi]]></category>

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		<description><![CDATA[La configurazione del calendar utilizzando l&#8217;account Google permette la gestione degli appuntamenti, ma lascia da parte 2 funzionalità di collaborazione che siamo ormai abituati a considerare collegate al calendario: posta e compiti (tasks). In questo post vediamo 1 app per la gestione dei task, sempre utilizzando Google e la configurazione della posta elettronica per un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=178&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La configurazione del calendar utilizzando l&#8217;account Google permette la gestione degli appuntamenti, ma lascia da parte 2 funzionalità di collaborazione che siamo ormai abituati a considerare collegate al calendario: posta e compiti (tasks).</p>
<p>In questo post vediamo 1 app per la gestione dei task, sempre utilizzando Google e la configurazione della posta elettronica per un utilizzo condiviso da iPad e PC.</p>
<h2>Condividere i tasks</h2>
<p>Google calendar offre, come servizio aggiuntivo di calendar, la gestione dei task.</p>
<p>Questa gestione, purtroppo, anche se collegata al servizio calendar, costituisce un servizio a se stante e non dispone di strumenti che permettano un suo semplice utilizzo da client di posta come Outlook o Mozilla Calendar (Lightning).</p>
<p>L&#8217;unico modo per gestire i task da pc, sia esso Windows o Linux, senza rivolgersi a prodotti commerciali specifici, è quello di utilizzare direttamente l&#8217;interfaccia web.</p>
<p>Per l&#8217;iPad, invece, esistono differenti apps che si integrano con il servizio Google Tasks e, tra tutte, consiglio <a href="http://www.geetasks.com/">GeeTaks</a>.</p>
<p>Questa piccola apps è disponibile in versione gratuita e in 2 versioni a pagamento. La versione gratuita è ottima per un test iniziale, ma avendo un limite sul numero di tasks gestibili, è difficilmente utilizzabile in modo definitivo.</p>
<p>Le 2 versioni a pagamento sono per un utilizzo personale e, in versione pro, per un utilizzo con le funzionalità aziendali di Google Task, che consentono di assegnare tasks a varie persone e stabilire la visibilità degli stessi a livello di dominio aziendale.</p>
<p>Per una piccola azienda, in cui non vi siano particolari problemi di riservatezza sui tasks, la versione normale può essere sufficiente utilizzandola in questo modo:</p>
<ul>
<li>si crea un account Google apposito per la gestione dei tasks</li>
<li>si crea una categoria per ogni persona, in modo da suddividere i task tra i vari dipendenti posizionandoli nella categoria corrispondente</li>
<li>ogni utente dispone di username e password dell&#8217;account e può gestire i propri task, come assegnarli ad altri</li>
<li>si configura GeeTasks su iPad e iPhone inserendo username e password e si gestiscono i task anche con questi strumenti</li>
</ul>
<p>Se l&#8217;accesso completo per tutti risulta troppo invadente l&#8217;unica soluzione è di passare ai servizi a pagamento di Google per aziende.</p>
<h2>Posta sempre on line</h2>
<p>Per avere un costante accesso alla posta aziendale o personale sia da pc che da iPad, vi sono solamente 2 soluzioni: webmail e IMAP.</p>
<p>La prima, a seconda del programma di webmail utilizzato, potrebbe essere poco utilizzabile da tablet.</p>
<p>La seconda, invece, utilizzando certe accortezze, è perfetta per avere l&#8217;accesso alle proprie e-mail sempre attivo.</p>
<p>Dopo aver richiesto i dati per l&#8217;accesso a IMAP al provider di posta (o al sistemista del&#8217;azienda), si può andare nelle impostazioni dell&#8217;iPad e cliccare su &#8220;posta, contatti, calendari&#8221; e si possono seguire le seguenti istruzioni:</p>
<ul>
<li>Si clicca su &#8220;Aggiungi account&#8230;&#8221;</li>
<li>Si clicca su &#8220;Altro&#8221;</li>
<li>Si clicca su &#8220;Aggiungi account Mail&#8221;</li>
<li>Si compilano tutti i campi con i dati richiesti, avendo cura di impostare le configurazioni per la tipologia &#8220;IMAP&#8221;</li>
</ul>
<p>Dopo questi passi si è in grado di accedere alla posta in arrivo, tuttavia è necessario impostare ulteriori configurazioni per far si che posta inviata, cestino e bozze siano condivise tra pc e iPad.</p>
<p>Andando su modifica account e &#8220;Avanzate&#8221; si possono impostare le cartelle in cui vengono messi tali messaggi. Queste cartelle devono:</p>
<ul>
<li>coincidere con le impostazioni del client di posta del proprio pc</li>
<li>esistere già sul server (eventualmente createle da pc o da webmail)</li>
<li>coincidere anche con le impostazioni della webmail (se disponibile)</li>
</ul>
<p>Se queste cartelle sono impostate correttamente avrò sul pc ogni e-mail inviata da iPad e su iPad ogni e-mail inviata da pc.</p>
<p>Ultimo problema: lo spazio.</p>
<p>IMAP è pensato per lasciare tutte le e-mail sul server, in modo che siano sempre disponibili da ogni dispositivo. Lo spazio su server, tuttavia, è spesso limitato e molti provider danno solo pochi GB. Per risolvere questo problema ci si pone la domanda: quando sono in giro ho bisogno delle e-mail già gestite e vecchie di vari mesi?</p>
<p>Se la risposta è no posso lavorare in questo modo: nella cartella &#8220;Posta in arrivo&#8221; tengo solamente le e-mail nuove o da gestire (risposte da fornire, cose da fare). Le altre le archivio nelle &#8220;Cartelle locali&#8221; sul pc. Non saranno più disponibili dal mio iPad, ma è anche vero che:</p>
<ul>
<li>le ho già gestite, se mi servono posso anche aspettare di tornare al mio pc o fare in modo che qualcuno me le invii nuovamente</li>
<li>avendo a disposizione la posta inviata, probabilmente l&#8217;e-mail che cerco presente nella risposta data</li>
</ul>
<p>Ultimo avviso: attenzione che anche la posta inviata occupa spazio e, pertanto, potrebbe essere necessaria una pulizia periodica.</p>
<br /> Tagged: <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/e-mail/'>E-mail</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/geetasks/'>Geetasks</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/google-calendar/'>Google Calendar</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/ipad/'>iPad</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/sistemi/'>sistemi</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/178/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=178&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>iPad per il lavoro – parte 2</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 13:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Dropbox]]></category>
		<category><![CDATA[Google Calendar]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Quickoffice]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripartiamo dalla puntata precedente vedendo una guida passo passo delle operazioni fatte per la gestione condivisa dei documenti, per poi analizzare la seconda funzionalità: il calendar. Iscriversi a Dropbox. L&#8217;iscrizione è gratuita per uno spazio di 2 GB (e varie iniziative consentono di aumentarlo nel tempo). Vi sono varie alternative, ma questa sembra, al momento, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=167&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripartiamo dalla puntata precedente vedendo una guida passo passo delle operazioni fatte per la gestione condivisa dei documenti, per poi analizzare la seconda funzionalità: il calendar.</p>
<p><strong>Iscriversi a Dropbox.</strong></p>
<p>L&#8217;iscrizione è gratuita per uno spazio di 2 GB (e varie iniziative consentono di aumentarlo nel tempo). Vi sono varie alternative, ma questa sembra, al momento, una delle più supportate e meglio performanti. Rispetto ad Ubuntu One che utilizzavo precedentemente il funzionamento è decisamente migliore.</p>
<p>Questa soluzione, inoltre, è disponibile per tutti i sistemi operativi, da Windows a Linux a Mac.</p>
<p><strong>Installare e configurare l&#8217;app Quickoffice Connect.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;installazione cliccare sul + in basso a sinistra e configurare l&#8217;accesso a Dropbox fornendo i propri dati. I documenti presenti in Dropbox sono direttamente accessibili.</p>
<p>Quickoffice è estramemente limitata come strumento per modificare i file di Office. Tenete sempre presente che l&#8217;obiettivo è quello di rileggere e apportare semplici correzioni ai documenti.</p>
<p><strong>Installare l&#8217;app per Dropbox.</strong></p>
<p>Questo passo non è fondamentale, in quanto QuickOffice accede direttamente a Dropbox. L&#8217;app di Dropbox, tuttavia, ha una cache che ci consente di scaricare preventivamente in locale i documenti che dovremo utilizzare. Cosa molto utile se si prevede di poter restare senza connessione a Internet.</p>
<p>E questo è tutto. Siamo in grado di modificare documenti condivisi con i propri colleghi e renderli immediatamente disponbili anche quando siamo fuori ufficio.</p>
<p><strong>Passiamo ora al calendario.</strong></p>
<p>In questo caso il compito è più semplice. Voglio un calendario condiviso tra il mio tablet, il pc e, magari, con la possibilità di accedervi anche via internet. La soluzione è Google Calendar.</p>
<p>Attivo un account su google (se non ne sono già a disposizione) e inizio ad utilizzare il calendario.</p>
<p>Su iPad devo eseguire le seguenti operazioni:</p>
<ol>
<li>Cliccare su &#8220;Impostazioni&#8221; &#8211; &#8220;Posta, contatti, calendari&#8221;</li>
<li>Selezionare &#8220;Aggiungi account&#8230;&#8221; e poi &#8220;Altro&#8221;</li>
<li>Selezionare &#8220;Aggiungi account CalDAV&#8221;</li>
<li>Inserire i propri dati:
<ul>
<li>In server precisare &#8220;google.com&#8221;</li>
<li>Nel campo username il proprio account google (normalmente è un indirizzo e-mail)</li>
<li>In password la propria password di Google</li>
</ul>
</li>
<li>Premere &#8220;Successivo&#8221; e il gioco è fatto</li>
</ol>
<p>Configurando anche il client di posta sul pc ho il mio calendario condiviso disponibile ovunque.</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:109px;width:1px;height:1px;overflow:hidden;">
<ol>
<li>Open the <strong>Settings</strong> application on your device&#8217;s home screen.</li>
<li>Open <strong>Mail, Contacts, Calendars</strong>.</li>
<li>Select <strong>Add Account&#8230;</strong></li>
<li>Select <strong>Other</strong>.</li>
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		<title>Informazione e nuovi media</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 11:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[RSS]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paio di giorni fa ho assistito ad una conferenza di Luca De Biase, il direttore di Nòva, il settimanale scientifico del Sole 24 Ore, dedicata ai nuovi media e al futuro dell&#8217;informazione. Durante la presentazione è stata data, in modo decisamente arguto, un&#8217;idea della situazione attuale e delle evoluzioni future verso cui quotidiani ed [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=151&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di giorni fa ho assistito ad una conferenza di <a href="http://blog.debiase.com/">Luca De Biase</a>, il direttore di Nòva, il settimanale scientifico del Sole 24 Ore, dedicata ai nuovi media e al futuro dell&#8217;informazione.</p>
<p>Durante la presentazione è stata data, in modo decisamente arguto, un&#8217;idea della situazione attuale e delle evoluzioni future verso cui quotidiani ed informazione in generale si stanno dirigendo. Di tutto il discorso, tuttavia, voglio riprendere una sola argomentazione che, più delle altre, ritengo importante per capire le nuove tendenze.</p>
<p>Scrivere informazione vuol dire fare 2 mestieri estramamente importanti. Il primo consiste nello scovare e selezionare le notizie. Il secondo nell&#8217;approfondirle.</p>
<p>Prima dell&#8217;avvento di internet, riviste e quotidiani avevano il monopolio di queste attività. In tempi recenti, tuttavia, il loro ruolo si è decisamente ridimensionato. Internet e, in particolare, i motori di ricerca, hanno consentito agli utenti di sfuggire dai canali informativi imposti dai media, creando la struttura informativa che più si adatta ai loro gusti.</p>
<p>Il fruitore di informazioni del presente è una persona che sfoglia i titoli delle notizie, magari tramite canali RSS appositamente selezionati e poi sfrutta un motore di ricerca per approfondire gli argomenti che gli interessano. In questo modo ognuno costruisce un proprio quotidiano in cui il peso maggiore non è dato allo scandalo sessuale del momento, ma, magari, dagli eventi di politica internazionale che stanno rivoluzionando intere regioni.</p>
<p>Google è stato il principale fautore di questo nuovo approccio e anche l&#8217;azienda che più ha saputo e sa sfruttare le nuove opportunità commerciali che si sono venute creando. Essa, tuttavia non è riuscita a rivoluzionare il primo dei 2 mestieri indicati, la scoperta e selezione delle notizie, e abbiamo dovuto attendere Facebook e Twitter per veder calare il predominio delle agenzie di informazione tradizionali anche in questo campo.</p>
<p>Tutto questo, però, è già il passato.</p>
<p>L&#8217;avvento dei tablet sta portando la seconda rivoluzione digitale, in cui l&#8217;accoppiata RSS e Google viene sostituita dalle apps. Le apps creano dei canali virtuali dentro cui l&#8217;utente cerca le informazioni. Se voglio conoscere le previsioni del tempo apro il canale meteo, se voglio notizie finanziarie uso l&#8217;app di Bloomberg, se voglio cercare degli alberghi c&#8217;è Trip Advisor (non me ne vogliano i concorrenti non citati).</p>
<p>E&#8217; un riproporsi dell&#8217;evoluzione che dal generalista porta al tematico, in quanto il generalista è troppo ampio e uguale a se stesso, per destare interesse. Esso, tuttavia, non va confuso con gli esperimenti ormai sorpassati dei primi portali. Un portale, pur creando al suo interno varie aree tematiche, manteneva un approccio generalista mutuato dal mondo reale.</p>
<p>Il giornalista e il pubblicitario che vogliono lavorare nel nuovo mondo che si sta creando, devono essere degli esperti del settore, perché i requisiti fondamentale che ha un canale per imporsi sono quelli dell&#8217;identità e della qualità, e di una qualità decisamente elevata. Se questi vengono a mancare, il canale cessa di essere un punto di riferimento e viene presto ignorato.</p>
<p>Chi per primo saprà appropriarsi di nuovi metodi di lavoro, creando identità e qualità e integrando vari aspetti sotto un cappello uniforme, riuscirà a diventare il nuovo punto di riferimento del web o, meglio, del nuovo web: il &#8220;Web of Channels&#8221;.</p>
<br /> Tagged: <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/ipad/'>iPad</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/news/'>news</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/rss/'>RSS</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/151/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=151&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>iPad per il lavoro &#8211; parte 1</title>
		<link>https://eincoletti.wordpress.com/2011/01/10/ipad-per-il-lavoro-parte-1/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 19:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene sì, anche io ho ceduto alla moda del momento e mi sono comprato un tablet. Pur con mille perplessità mi sono rassegnato ad acquistare un iPad, un po&#8217; per il fatto che al momento è il migliore tecnicamente e dal punto di vista delle apps disponibili, un po&#8217; perché è il più diffuso e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=141&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì, anche io ho ceduto alla moda del momento e mi sono comprato un tablet. Pur con mille perplessità mi sono rassegnato ad acquistare un iPad, un po&#8217; per il fatto che al momento è il migliore tecnicamente e dal punto di vista delle apps disponibili, un po&#8217; perché è il più diffuso e i miei clienti mi chiedono come possono fare varie cose utilizzandolo.</p>
<p>Il primo giorno l&#8217;entusiasmo è stato eccezionale, ma poi mi sono scontrato con i problemi da cui nascevano le perplessità di cui sopra. Il sistema della Apple è un sistema estremamente chiuso e blindato, al punto di sacrificare la produttivà se si pensa di utilizzarlo al di fuori degli schemi per cui è stato pensato.</p>
<p>iPad è un sistema per l&#8217;uso personale, eccezionale per fruire di contenuti, ma difficile da utilizzare per produrne. Mentre dispone di innumerevoli canali di ingresso (immagini, video, pagine web, musica, riviste appositamente pensate, &#8230;) i canali di uscita si limitano all&#8217;invio dei file prodotti da alcuni programmi via e-mail. Decisamente limitativo per un utilizzo business.</p>
<p>Da qui parte questo articolo che vuole dare alcuni suggerimenti per rendere l&#8217;iPad più strumento di lavoro e meno gioco.</p>
<p>Il limite più grosso con cui ci si scontra è il fatto che ogni apps vive nella sua cella, senza poter entrare in contatto con i file prodotti o gestiti con altri sistemi. Posso scaricare un&#8217;apps che si connette ad una condivisione Windows del mio server aziendale e, magari questa apps può inviare un file in modifica a iWorks, ma poi il file modificato non può tornare indietro se non tramite una e-mail. Tanto meno posso, utilizzando Safari (il browser web), fare l&#8217;upload di file tramite una pagina web, proprio perché i file sul mio iPad non sono accessibili da Safari!</p>
<p>Come dicevo, un sistema ottimo per usufruire di contenuti, ma non per crearli.</p>
<p>Il primo passo, pertanto è stato quello di &#8220;creare&#8221; il filesystem condiviso che sul tablet manca. L&#8217;unica strada rispettando la licenza Apple è stata quella di rivolgersi al cloud, facendo uso di <a href="http://www.dropbox.com/">Dropbox</a>: un eccezionale disco virtuale di 2gb gratuito e sincronizzabile tra vari dispositivi.</p>
<p>Questo sistema, oltre al costo, ha altri vantaggi. Il primo è quello di essere utilizzabile da qualsiasi sistema in modo molto trasparente. Su Linux o Windows si ha una cartella in cui mettere i file che si vogliono avere a disposizione sul cloud. E&#8217; inoltre possibile accedere ai file anche tramite una semplice interfaccia web, disponibile ovunque con username e password.</p>
<p>Il secondo vantaggio è quello che questo programma rappresenta, ormai, uno standard e le apps che lo supportano su iPad sono molte.</p>
<p>Tra queste non ricade iWorks (<a href="http://itunes.apple.com/us/app/numbers/id361304891?mt=8">Numbers</a> e <a href="http://itunes.apple.com/us/app/pages/id361309726?mt=8">Pages</a>), ma vi sono altri 2 programmi per modificare file di Word e Excel che, seppur con i loro limiti, possono essere utilizzate per apportare rapide modifiche ai documenti condivisi. Io ho scelto <a href="http://itunes.apple.com/us/app/quickoffice-connect-mobile/id376212724?mt=8">QuickOffice</a>, in cui, con 2 click, si configura l&#8217;accesso a Dropbox e in un attimo si è in grado di modificare i file condivisi dal nostro pc o da nostri colleghi.</p>
<p>Nel prossimo articolo vedremo come condividere tasks e calendari con l&#8217;azienda. A presto.</p>
<br /> Tagged: <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/ipad/'>iPad</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/sistemi/'>sistemi</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/141/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/141/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=141&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aggregatore di opinioni</title>
		<link>https://eincoletti.wordpress.com/2010/06/16/aggregatore-di-opinioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 07:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[social networking]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Il web2.0 è un immenso laboratorio in cui ogni giorno nascono nuove idee. Il valore di queste idee è difficile da comprendere e difficile è valutare l&#8217;impatto che ad un&#8217;idea può dare un mondo di miliardi di persone. Molte idee, come ad esempio Twitter, possono essere sottovalutate dai più, ma alla fine si trasformano in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=100&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web2.0 è un immenso laboratorio in cui ogni giorno nascono nuove idee. Il valore di queste idee è difficile da comprendere e difficile è valutare l&#8217;impatto che ad un&#8217;idea può dare un mondo di miliardi di persone.</p>
<p>Molte idee, come ad esempio Twitter, possono essere sottovalutate dai più, ma alla fine si trasformano in successi straordinari, non per l&#8217;idea pura e semplice, ma per l&#8217;utilizzo che le persone ne fanno.</p>
<p>Vi sono idee, tuttavia, che ti colpiscono immediatamente e di cui riesci immediatamente ad intuirne il valore. Questo è il caso di <a href="http://doochoo.com/">Doochoo</a>, un progetto di una startup di italiani (anche se, come spesso succede, si sono dovuti trasferire in America per avere la possibilità di esprimersi) che si basa su un&#8217;idea semplice: aggreghiamo le opinioni delle persone.</p>
<p>Web2.0 puro e semplice: da piccole opinioni singole, espresse da singoli individui, si ottiene un valore aggregato immenso.</p>
<p>Le implicazioni sono immediate. Pensate ad una campagna elettorale in cui i candidati sanno già l&#8217;opinione della maggioranza su un determinato argomento. Pensate ad un&#8217;azienda indecisa se lanciare un certo prodotto o se farlo in un determinato modo. Pensate, scendendo nel piccolo, che risparmio di tempo sia sapere già cosa preferiscono fare i tuoi amici il prossimo sabato sera!</p>
<p>Gli esempi proposti durante questa <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0ujoHmGR67c">presentazione</a> di uno dei fondatori dell&#8217;azienda vanno oltre e presentano già nuove apps che si basano su questo motore e che le opinioni le collegano, ad esempio, a ciò che uno sta guardando, creando un sistema di auditel a livello mondiale.</p>
<p>Per tutto questo, al momento, non c&#8217;è ancora nulla di realmente utilizzabile e i dubbi sulla qualità con cui il meccanismo sarà realizzato e con cui sarà in grado di funzionare non possono essere ancora dissipati. Gli ostacoli da affrontare, sia tecnici che commerciali, sono tanti e un&#8217;idea, nel mondo del web2.0, funziona solamente se gli utenti che l&#8217;utilizzano possono essere contati a milioni.</p>
<p>Un immenso in bocca al lupo a questa impresa che, nel calderone di questo nuovo web ha già delle ottime carte per distinguersi.</p>
<br /> Tagged: <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/social-networking/'>social networking</a>, <a href='https://eincoletti.wordpress.com/tag/web20/'>web2.0</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/100/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=100&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Applicazioni web e encoding</title>
		<link>https://eincoletti.wordpress.com/2009/07/01/applicazioni-web-e-encoding/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 07:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Applicazioni web e encoding Chi, sviluppando applicazioni web, affronta per la prima volta il problema di rendere la propria applicazione utilizzabile da persone che utilizzano lingue non basate sull&#8217;alfabeto latino, si scontra inevitabilmente con problemi legati all&#8217;errata interpretazione degli encoding dei caratteri. Un&#8217;applicazione web coinvolge differenti ambienti, ognuno dei quali dotato di un proprio encoding/charset. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=88&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Applicazioni web e encoding</h1>
<p>Chi, sviluppando applicazioni web, affronta per la prima volta il problema di rendere la propria applicazione utilizzabile da persone che utilizzano lingue non basate sull&#8217;alfabeto latino, si scontra inevitabilmente con problemi legati all&#8217;errata interpretazione degli encoding dei caratteri.</p>
<p>Un&#8217;applicazione web coinvolge differenti ambienti, ognuno dei quali dotato di un proprio encoding/charset. In particolare bisogna dialogare con:</p>
<ul>
<li>l&#8217;encoding utilizzato dal filesystem del server</li>
<li>l&#8217;encoding con cui lavora il server web</li>
<li>l&#8217;encoding dichiarato nelle pagine</li>
<li>l&#8217;encoding che utilizza il browser</li>
<li>l&#8217;encoding con cui si accede al server di database (o alla base di dati memorizzata)</li>
<li>l&#8217;encoding con cui il server di database memorizza le informazioni</li>
</ul>
<p>In questa pagina è riassunto il comportamento per le applicazioni PHP che utilizzano Apache su di un server Linux e PostgreSQL come server di database. A tal fine si precisano i seguenti aspetti:</p>
<ul>
<li> PostgreSQL memorizza su filesystem i dati nell&#8217;encoding specificato alla creazione del database.</li>
<li>Ogni client di postgres (es. pgsql) può definire l&#8217;encoding in cui le query vengono scritte o i dati restituiti. La stessa cosa vale per la libreria PHP di accesso a PostgreSQL utilizzando <em>pg_set_client_encoding</em></li>
<li>Le stringhe PHP hard coded sono nel charset del documento, ovvero quello definito dall&#8217;editor durante la redazione della pagina PHP</li>
<li>I dati che arrivano dal browser sono convertiti dal browser stesso nell&#8217;encoding della pagina.</li>
</ul>
<p>Sulle ultime installazioni di Linux PostgreSQL crea di default i DB in UTF-8, pertanto è fondamentale specificare l&#8217;encoding da usare nella connessione al db se le pagine (come redatte e come dichiarate) non sono in UTF-8.</p>
<h1>Impostazione dell&#8217;encoding nelle pagine</h1>
<h2>Salvare le pagine sul filesystem</h2>
<p>Per questo primo problema la soluzione è semplice: le pagine vanno scritte utilizzando lo stesso encoding che viene dichiarato in HTML. Questo è fondamentale per far sì che i caratteri digitati nella pagina vengano visualizzati correttamente e, soprattutto, senza essere obbligati a utilizzare funzioni di conversione.</p>
<h2>Comunicazioni tra browser e server web</h2>
<p>Per ogni pagina vi sono 2 encoding che vengono presi in considerazione dai browser al fine di decidere il corretto set di caratteri da utilizzare:</p>
<ul>
<li> L&#8217;encoding precisato negli header</li>
<li>L&#8217;encoding dichiarato tramite il tag meta</li>
</ul>
<p>In mancaza di header specifico Apache imposta in automatico l&#8217;header in base al tag meta della pagina. In ogni caso Apache può essere forzato a indicare un encoding predefinito indipendentemente dal tag meta specificato utilizzando la direttiva <em>AddDefaultCharset</em>. E&#8217; pertanto consigliato specificare sempre l&#8217;header nella pagina tramite la direttiva PHP:</p>
<pre>header("Content-type: text/html; charset=");</pre>
<h2>Dati inseriti dall&#8217;utente</h2>
<p>Il browser converte automaticamente i dati inseriti dall&#8217;utente nell&#8217;encoding della pagina. E&#8217; tuttavia consigliabile specificare l&#8217;attributo ACCEPTCHARSET sui form in quanto, come specificato dalla stessa Microsoft, il comportamento del browser potrebbe essere imprevedibile:</p>
<p><cite>If the this attribute is not specified, the form will be submitted in the character encoding specified for the document. If the form includes characters outside the character set specified for the document, Microsoft Internet Explorer will attempt to determine an appropriate character set. If an appropriate character set cannot be determined, then the characters outside of the character set will be encoded as an HTML numeric character reference. (&#8230;) If the user enters characters that are not in the character set of the document containing the form, the UTF-8 character set will be used. UTF-8 is the preferred format for multilingual text.</cite></p>
<h1>Impostazioni in PHP</h1>
<p>Le connessioni al database vanno impostate con l&#8217;encoding corretto in modo che i dati forniti vengano convertiti nel formato previsto dal server di database per la memorizzazione su filesystem.</p>
<p>In ogni pagina bisogna, pertanto, precisare la direttiva <em>pg_set_client_encoding</em> per la connessione al database.</p>
<p>Bisogna fare attenzione al fatto che, in sua mancanza, l&#8217;applicazione funzionerà correttamente in quanto i dati memorizzati vengono ripresi nello stesso formato. Accedendo, però, direttamente al database con una console, le informazioni inserite saranno completamente errate e non modificabili.</p>
<h2>Note su alcune funzioni PHP</h2>
<p>Fino a PHP5 molte funzioni PHP lavorano esclusivamente in ISO-8859-1. Se si utilizza UTF-8 è meglio verificare il comportamento di ogni funzione che lavora con le stringhe.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li> non funziona strlen. Usare come workaround strlen(utf8_decode($str)).</li>
<li>htmlspecialchars presuppone che la stringa sia in ISO-8859-1. La cosa non dovrebbe causare problemi con encoding differenti, ma nel caso è meglio precisarlo con i parametri aggiuntivi della funzione (htmlspcialchars($str, ENT_COMPAT, &#8220;UTF-8&#8243;))</li>
<li>Alcune funzioni di ricerca potrebbero non trovare le corrispondenze. Per le ricerche, in particolare con espressioni regolari, si consiglia di utilizzare preg_match con l&#8217;opzione /u (altrimenti anche questa lavora in ISO-8859-1). La seguente, ad esempio, verifica che una stringa sia lunga al massimo 10 caratteri utilizzanto UTF-8.<br />
<code>preg_match("/^\w{,10}$/u", $string)</code></li>
</ul>
<h1>Conclusioni</h1>
<p>Spero che le informazioni fornite siano utili per risolvere problemi di conversione che, spesso, fanno perdere una grande quantità di tempo.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:578px;width:1px;height:1px;"><code>AddDefaultCharset</code></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/88/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=88&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La fine delle applicazioni web?</title>
		<link>https://eincoletti.wordpress.com/2009/03/31/la-fine-delle-applicazioni-web/</link>
		<comments>https://eincoletti.wordpress.com/2009/03/31/la-fine-delle-applicazioni-web/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[ajax]]></category>
		<category><![CDATA[web applications]]></category>
		<category><![CDATA[xul]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo post cercherò di ripercorrere la storia delle applicazioni web attraverso le mie esperienze personali fino a fare un ragionamento su quello che potrebbe essere il loro futuro. I primi passi Nel 1998 lavoravo alla mia tesi di laurea realizzando il prototipo di un&#8217;applicazione web per la gestione documentale. All&#8217;epoca ci si poteva connettere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=82&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western">In questo post cercherò di ripercorrere la storia delle applicazioni web attraverso le mie esperienze personali fino a fare un ragionamento su quello che potrebbe essere il loro futuro.</p>
<h1 class="western">I primi passi</h1>
<p>Nel 1998 lavoravo alla mia tesi di laurea realizzando il prototipo di un&#8217;applicazione web per la gestione documentale.</p>
<p>All&#8217;epoca ci si poteva connettere ad Internet con dei modem a 29K (o a 56K se si era già disposti a spendere) e potete immaginare quanto fosse difficile spiegare i vantaggi delle applicazioni web agli amministratori delle aziende.</p>
<p>La tecnologia utilizzata si basava su Netscape Fasttrack Server e sul linguaggio Javascript Server Side.</p>
<p>Nello stesso anno Microsoft annunciava l&#8217;Option Pack di Windows NT 4.0: una serie di strumenti aggiuntivi per il sistema operativo server che introduceva il supporto delle Active Server Pages: il primo passo di quella che, anni più tardi, si sarebbe concretizzata nella &#8220;guerra dei browser&#8221;.</p>
<h1 class="western">Dall&#8217;intranet a Internet</h1>
<p>Pochi mesi dopo realizzavo un progetto di gestione distribuita di anagrafiche.</p>
<p>La conoscenza di Internet da parte del pubblico non era molto cresciuta, ma la posta elettronica stava lentamente diventando un fenomeno di massa. Parlare di applicazioni web era meno difficile e gli sguardi erano simili a quelli che si ottengono adesso cercando di introdurre i concetti di Enterprise 2.0: &#8220;bello, ma per il momento non mi serve&#8221;. All&#8217;epoca un forte aiuto iniziava ad essere dato dai servizi di internet banking, rigorosamente accessibili solo con connessione telefonica dedicata verso la banca.</p>
<p>Le tecnologie utilizzate questa volta sfruttavano Linux e il mondo open source attraverso Apache, Mini SQL (mSQL) e w3-msql, un&#8217;estensione cgi che permetteva di realizzare una ben poco potente programmazione server side.</p>
<p>Anni luce indietro rispetto al Javascript della Netscape, ma con vari vantaggi tra cui:</p>
<ul>
<li>supporto per un database relazionale</li>
<li>nessuna necessità di compilazione del codice per la sua 	esecuzione</li>
<li>strumenti liberi e gratuiti</li>
</ul>
<h1>L&#8217;era moderna</h1>
<p>Nello stesso periodo PHP veniva rilasciato nella sua versione 3: ancora uno strumento grezzo, ma già più avanzato di w3-msql.</p>
<p>Con la versione 4 di questo prodotto inizio, verso la fine del 2000, quello che è il primo progetto di livello &#8220;enterprise&#8221; in questa tecnologia.</p>
<p>Si tratta di nuovo di un sistema di gestione anagrafica completato da un sistema per la gestione dei dati aziendali che consente di tenere traccia dei compiti da svolgere.</p>
<p>In questi anni Internet è ormai diventato un fenomeno di massa e le applicazioni web, oltre grazie ai già citati siti di internet banking, sono portate al pubblico attraverso i siti di e-commerce.</p>
<h1>Un nuovo look</h1>
<p>Il primo sistema di Webmail è stato fatto da un italiano (l&#8217;ho scoperto su wikipedia scrivendo questo articolo!) nel 1995. Solamente con la diffusione su larga scala delle e-mail gratuite, tuttavia, questo strumento raggiunge il grande pubblico.</p>
<p>Esso è visto come un accessorio utile per le emergenze, ma nel 2004, con GMail, Google compie il grande passo e lancia quella che è la prima web application che riesce ad imitare l&#8217;interattività con l&#8217;utente propria delle applicazioni per desktop.</p>
<p>Questo passo dà la spinta finale a questa tecnologia e nei mesi seguenti diventa il modo principale in cui le nuove applicazioni devono essere sviluppate:</p>
<ul>
<li>accessibili da ogni parte del mondo</li>
<li>senza bisogno di installazioni sui computer</li>
<li>con una completa gestione dei dati sul server</li>
<li>utilizzabili con un semplice browser</li>
</ul>
<h1>Il presente</h1>
<p>Mentre il mondo si trova sommerso dallo tsunami delle web application, il fronte dell&#8217;onda si è già spostato e inizia ad interrogarsi sul futuro di questa tecnologia.</p>
<p>Il vantaggio dell&#8217;utilizzo da qualsiasi pc non è più sufficiente. Il mondo adesso vuole poter utilizzare le informazioni dal proprio programma preferito o dal proprio dispositivo preferito.</p>
<p>Se sto ascoltando la musica con un media player voglio poter accedere alle informazioni sulla canzone che sto ascoltando direttamente cliccando sul titolo e non passando da un browser.</p>
<p>Se sono in auto il mio navigatore deve essere in grado di prelevare le informazioni sul traffico, magari calcolate automaticamente in base a informazioni fornite dai navigatori di altri utenti, direttamente e ripresentarmele nel formato grafico più utile o utilizzarle per ricalcolare la strada in base ai suoi algoritmi interni.</p>
<p>Se utilizzo il mio frigorifero, voglio che sia in grado di ordinare i prodotti mancanti senza obbligarmi a connettermi ad un sito internet, ma semplicemente scegliendoli da una lista (questo è forse un po&#8217; futuristico, ma neanche troppo: in fondo con i film si può già fare&#8230;).</p>
<p>In quest&#8217;ottica i siti web sono già uno strumento antiquato e il futuro pensa ad un web basato sui web services e sulle informazioni semantiche. Uno scenario che non lascia molto spazio alle interfacce utente avanzate realizzate con Javascript e AJAX.</p>
<p>I primi passi in questa direzione sono stati già compiuti e possono essere visti in vari esempi:</p>
<ul>
<li>un sistema di social bookmarking come <a href="http://delicious.com/">del.icio.us</a> avrebbe ben poco successo senza un plugin che permette l&#8217;utilizzo direttamente da un browser</li>
<li>database musicali come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cddb">CDDB</a> sono già utilizzati da anni dai media player o da cd ripper per recuperare informazioni su cd e canzoni</li>
<li>le api di programmazione che consentono di integrare funzionalità dei site web 2.0 nei propri programmi si sprecano (per un elenco basta consultare <a href="http://www.programmableweb.com/apis">Programmable Web</a>)</li>
<li>i sistemi di webmail, malgrado la loro diffusione, non soppiantano i client di posta tradizionali e gli applicativi come Google Office sono ben lontani, come percentuale di mercato, anche da comprimari come OpenOffice</li>
<li>questo stesso sito ha vari plugin per Firefox che mi consento di effettuare le operazioni più comuni senza accedere direttamente al sito</li>
</ul>
<h1>Una struttura per il futuro</h1>
<p>La struttura applicativa <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Three_tier">3-tier</a> che ha dominato il web in questi anni, si evolve in una nuova struttura in cui il data e l&#8217;application tier rimangono sul web server, mentre il presentation tier migra sul client, sempre più spesso realizzato con strumenti di programmazione tradizionali o come plugin per programmi già esistenti. L&#8217;interfaccia web diventa uno dei possibili canali, ma sempre più quello di riserva o da utilizzare per operazioni straordinarie non altrimenti previste.</p>
<p>In quest&#8217;ottica, mi piacciono molto le tecnologie che consentono di realizzare plugin per i browser. Questi programmi sono multipiattaforma, facili da installare e aggiornare (i browser offrono meccanismi automatici per tenerli aggiornati) e, per loro stessa natura, fortemente orientati al web.</p>
<p>Neanche da dire che il prodotto più maturo, al momento, è <a href="http://developer.mozilla.org/en/docs/XUL">XUL</a>, il linguaggio su cui si basa la famiglia di prodotti di Mozilla (Firefox, Thunderbird, Sunbird, &#8230;).</p>
<p>Chissà che la miriade di toolkit Javascript che si stanno diffondendo in questi mesi non siano destinati ad una fine ben più rapida del tempo che stanno impiegando per raggiungere la maturità.</p>
<br /> Tagged: ajax, web applications, xul <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/82/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=82&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>XWCM &#8211; XML Web Content Management</title>
		<link>https://eincoletti.wordpress.com/2009/02/10/xwcm-xml-web-content-management/</link>
		<comments>https://eincoletti.wordpress.com/2009/02/10/xwcm-xml-web-content-management/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 15:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[cms]]></category>
		<category><![CDATA[xml]]></category>
		<category><![CDATA[xslt]]></category>
		<category><![CDATA[xwcm]]></category>

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		<description><![CDATA[Un sito web2.0 è, prima di tutto, un sito e, come tale, ha bisogno di un sistema di gestione dei contenuti che faciliti la redazione delle pagine agli autori e permetta agevolmente di apportare variazioni grafiche globali. Questo, però, non è il solo motivo per cui oggi parlerò di un CMS. Il motivo reale è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=77&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sito web2.0 è, prima di tutto, un sito e, come tale, ha bisogno di un sistema di gestione dei contenuti che faciliti la redazione delle pagine agli autori e permetta agevolmente di apportare variazioni grafiche globali.</p>
<p>Questo, però, non è il solo motivo per cui oggi parlerò di un CMS. Il motivo reale è legato al fatto che tale sistema rappresenta il mio primo progetto open source rilasciato sotto una licenza libera.</p>
<h1>Descrizione</h1>
<p><a href="http://xwcm.sourceforge.net">XWCM</a> nasce nel 2006 come progetto interno della mia azienda, <a href="http://www.logicsistemi.it">Logic</a>, per realizzare un motore di CMS che consentisse la massima libertà di personalizzazione delle pagine.</p>
<p>Questo sistema doveva rispettare le seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li>permettere una separazione netta tra grafica e contenuti</li>
<li>gestire la struttura del sito in modo da mantenere un sistema di menu coerente e uniforme</li>
<li>permettere la gestione di siti in più lingue senza richiedere necessariamente una struttura identica tra le varie lingue</li>
<li>richiedere la quantità minima di pre-requisiti tecnici e, in particolare, evitare di appoggiarsi ad un database relazionale</li>
<li>i contenuti sono redatti da sviluppatori web dotati di accesso diretto ai file del sito (tramite FTP o altro) e, pertanto, un&#8217;interfaccia grafica di gestione non è tra le priorità</li>
</ul>
<p>Al fine di semplificare la parte di gestione dei template, che si sarebbe potuta rivelare ardua partendo da zero, si è scelto di utilizzare XSLT e basare tutti i contenuti su XML.</p>
<p>Per ulteriore semplicità di gestione dei contenuti e per poter facilmente utilizzare editor esistenti per la redazione degli stessi, si è scelto di basare i contenuti stessi su file XML redatti rispettando la sintassi del XHTML.</p>
<p>Il sistema ha rapidamente raggiunto una versione stabile e completa di tutte le caratteristiche necessarie e in questi giorni Logic ha deciso di concedermi il permesso di rilasciarne il codice sotto una licenza libera.</p>
<p>Questa scelta è stata dettata dal desiderio di migliorare il sistema e completarlo con un&#8217;interfaccia grafica per la gestione del sito in modo da trasformarlo da un sistema pensato per sviluppatori ad un sistema utilizzabile da tutti.</p>
<h1>Realizzazione di un sito</h1>
<p>Realizzare un sito con XWCM risulta estremamente semplice, a condizione di avere alcune conoscenze di XSLT per personalizzare il template e di XML per redarre i contenuti.</p>
<p>Il prerequisito fondamentale è quello di avere a disposizione un server web con supporto per PHP (almeno nella versione 4.3) e supporto per domxml e xslt attivati.</p>
<p>Una volta configurato il tutto è sufficiente copiare sul server la libreria XWCM presente nel pacchetto di distribuzione e la cartella con il sito demo. Se tutto funziona correttamente il sito dimostrativo è visualizzato all&#8217;indirizzo http://&lt;servername&gt;/demo_site.</p>
<h1>Personalizzazione del sito</h1>
<p>La libreria utilizza 2 file principali per la personalizzazione del sito: un file che descrive la struttura del sito stesso e un template.</p>
<p>Il file della struttura (menu.en.xml) è, in linea di principio, un insieme di tag &#8220;file&#8221; con struttura ad albero che descrivono esattamente le pagine del sito e le loro relazioni gerarchiche. All&#8217;interno di questo file è presente l&#8217;indicazione del path del template da utilizzare.</p>
<p>Il template è un file XSLT che trasforma l&#8217;XML generato dalla libreria nella pagina vera e propria. Per la personalizzazione di questo file è necessario consultare la documentazione per capire come viene generato l&#8217;XML da elaborare.</p>
<p>Una volta sistemati questi file è sufficiente creare i file di contenuto con i corrispondenti file php in modo che la loro posizione rifletta la struttura del sito definita nel file del menu.</p>
<h1>Caratteristiche avanzate</h1>
<p>Tra le principali caratteristiche supportate da XWCM, oltre a quelle già sopra indicate, si possono evidenziare:</p>
<ul>
<li>Supporto per la generazione dinamica delle pagine (esempio elencare dati presi da un db)</li>
<li>Supporto per template dinamici</li>
<li>Supporto per template multipli. Sezioni del sito o anche singole pagine possono essere dotate di template differenti</li>
<li>Generazione automatica del filo d&#8217;arianna</li>
</ul>
<h1>Esempi</h1>
<p>Oltre al sito demo presente nel pacchetto lo stesso sito di XWCM è realizzato con XWCM stesso. Puntando al file del <a href="http://xwcm.sourceforge.net/menu.en.xml">menu</a> dovrebbe essere possibile ricavare tutte le informazioni necessarie per accedere ai sorgenti del template e degli altri file che compongono il sito.</p>
<h1>Conclusioni</h1>
<p>Spero che il progetto possa entusiasmare altre persone e la comunità di utenti e sviluppatori si ampli fino a dare la possibilità di creare un sistema di CMS completo e affidabile.</p>
<p>Se avete provato la libreria vi prego di darmi un riscontro.</p>
<br /> Tagged: cms, xml, xslt, xwcm <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/77/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=77&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>The World Wide Mash</title>
		<link>https://eincoletti.wordpress.com/2009/01/07/the-world-wide-mash/</link>
		<comments>https://eincoletti.wordpress.com/2009/01/07/the-world-wide-mash/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 13:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eincoletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei fenomeni che stanno alla base del web2.0 e che lo caratterizzano è legato all&#8217;utilizzo di parti di altri siti per costruire il proprio. Questo modo di operare viene identificato con il termine “mashup” il cui significato letterale è quello di poltiglia. Questo nomignolo poco gratificante deriva dal fatto che spesso i servizi utilizzati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=43&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei fenomeni che stanno alla base del web2.0 e che lo caratterizzano è legato all&#8217;utilizzo di parti di altri siti per costruire il proprio. Questo modo di operare viene identificato con il termine “mashup” il cui significato letterale è quello di poltiglia.</p>
<p>Questo nomignolo poco gratificante deriva dal fatto che spesso i servizi utilizzati non sono esattamente pensati per essere utilizzati all&#8217;interno di altri siti e il risultato è quello di un&#8217;accozzaglia di oggetti debolmente interconnessi tra loro e, a volte, anche poco integrati graficamente.</p>
<p>Ultimamente, tuttavia, questo modo di utilizzare pezzi di siti, si sta strutturando per consentire un utilizzo più organico e, anche se siamo lontani dal <a href="http://dig.csail.mit.edu/breadcrumbs/node/215"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">web semantico desiderato da Tim Berners Lee</span></a>, ci stiamo avviando verso il “mesh-up”, in cui la poltiglia assume il significato di interconnessione strutturata.</p>
<p>Vediamo alcuni esempi di mashups e come si sta muovendo il mondo dell&#8217;informatica.</p>
<h1 class="western">Una breve storia dei mashups</h1>
<p>Anche se ci si deve spingere poco indietro nel tempo, il primo esempio di mashup si fa risalire al sito <a href="http://www.housingmaps.com/">housingmaps.com</a>. Questo sito non fa altro che prelevare le informazioni da <a href="http://www.craigslist.org/">Craiglist</a>, un sito di annunci commerciali molto legato alla compravendita di abilitazioni, e combinarle con<a href="http://maps.google.com/"> Google maps</a> in modo da localizzare geograficamente le case in vendita.</p>
<p>L&#8217;innovazione fondamentale che l&#8217;ideatore del sito ha apportato è stata quella di non limitarsi ad utilizzare informazioni provenienti da altre sorgenti e ripubblicarle, come nel caso di news tramite RSS, banner pubblicitari o video presi da siti specializzati. In questo sito i dati vengono elaborati proprio come dati a se stanti e ricombinati (eventualmente con altri) per creare qualcosa di nuovo e non esistente prima.</p>
<p>Da questo primo esempio si sono sviluppate moltissime idee, e oggi <a href="http://www.mashupfeed.com/">nascono all&#8217;incirca 3 esempi di mashup al giorno</a>, con funzioni che spaziano dai servizi di localizzazione fino ai giochi.</p>
<p>Il punto di partenza per chi voglia cimentarsi  è sicuramente <a href="http://www.programmableweb.com/">Programmable web</a> che, oltre ad un nutrito database di esempi, fornisce l&#8217;elenco completo di tutte le API disponibili e i link a vari howto che spiegano come utilizzare una determinata API.</p>
<p>Il numero, sicuramente ragguardevole di 3600 mashups censiti e <span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">1250 </span>API disponibili (che corrispondono ad altrettanti servizi accessibili via web) dà un&#8217;idea dell&#8217;importanza e della diffusione del fenomeno.</p>
<p>Dalla parte opposta chi fornisce i servizi vede in questo strumento un metodo eccezionale per farsi conoscere ed imporsi come standard de facto. Google maps, in tal senso, è l&#8217;esempio principe  con quasi 1600 mashups conosciuti e, forse grazie anche a questo, surclassa i propri concorrenti come notorietà nel settore delle mappe geografiche.</p>
<h1 class="western">Le tecnologie</h1>
<p>Indipendentemente dall&#8217;idea che vi sta dietro, le tecnologie che vengono utilizzate si basano quasi sempre su XML anche se spesso l&#8217;accesso ai servizi è nascosto dietro vere e proprie librerie che, oltre al puro trasferimento di dati, celano pezzi di codice che registrano gli accessi o ne limitano le possibilità.</p>
<p>Il formato XML dei dati può essere rappresentato da uno standard, come nel caso dei RSS, o da formati proprietari specificatamente pensati per il servizio desiderato.</p>
<p>L&#8217;accesso ai dati avviene utilizzando direttamente i dati in formato XML, utilizzando web services basati sui più disparati protocolli di comunicazione (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/SOAP">SOAP</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Representational_State_Transfer">REST</a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML-RPC">XML-RPC</a>) o, nel caso non esistano altri metodi, tramite l&#8217;analisi della pagina web in cui tali dati sono visualizzati.</p>
<p>Oltre agli aspetti indicati è importante anche capire dove il mashup può avvenire: sul server che ospita il sito o direttamente sul browser dell&#8217;utente che lo sta visualizzando.</p>
<p>Mentre i mashups realizzati sul server possono usufruire di una serie più completa di API, quelli su client si devo limitare alle possibilità offerte da Javascript, tuttavia ne permettono la realizzazione, come caso limite, anche senza disporre di un server web.</p>
<h1 class="western">Editor di mashups</h1>
<p>Creare un mashup richiede alcune competenze di programmazione e non è sicuramente alla portata di tutti. Per facilitare la creazione di questi oggetti sono disponibili software specifici o servizi accessibili via web.</p>
<p>Purtroppo la maggior parte di questi strumenti è pensata come strumento per le aziende e non è disponibile gratuitamente. Tra le versioni utilizzabili senza costi di licenza ve ne sono 2 particolarmenti promettenti.</p>
<p><a href="http://pipes.yahoo.com/pipes/">Yahoo! Pipes</a> fornisce un servizio accessibile via web che permette, attraverso una comoda interfaccia grafica, di combinare tra loro differenti flussi di dati, rielaborarli e  ottenere un risultato in vari formati che vanno dagli standard RSS e JSON fino ad alcuni formati proprietari.</p>
<p>Di questo servizio è senza dubbio pregevole l&#8217;interfaccia utente per la creazione dei &#8220;pipes&#8221;, che consiste in un editor di diagrammi scritto in Javascript di ottima qualità. Il formato di output, viceversa, non sembra, ad un&#8217;analisi superficiale, facilmente configurabile, se non passando dai risultati esportati e rielaborandoli quantomento attraverso un XSLT.</p>
<p><a href="http://www.gnipcentral.com/">Gnip</a> utilizza un approccio più orientato alla programmazione e l&#8217;interfaccia per la creazione dei filtri è sicuramente meno semplice. Esso, tuttavia, ha il vantaggio di permettere la creazione e pubblicazione sul sito di &#8220;produttori&#8221; di informazioni, dove un produttore può essere già uno strumento che combina fonti differenti. sotto questo aspetto lo strumento di Yahoo! fornisce una lista chiusa di strumenti utilizzabili, anche se decisamente soddisfacente.</p>
<p>In entrambi i casi è sicuro che limitandosi agli strumenti base messi a disposizione senza scrivere una linea di codice si ottiene un risultato molto distante da un vero e proprio mashup.</p>
<h1 class="western">Conclusioni</h1>
<p>Per chi volesse approfondire l&#8217;argomento, oltre al già citato sito di Programmable web, si può far riferimento alla pagina di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mashup_(web_application_hybrid)"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Wikipedia</span></a> in cui vi sono vari riferimenti a tecnologie, strumenti e esempi significativi.</p>
<br /> Tagged: mashups, pipes, web2.0 <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eincoletti.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eincoletti.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eincoletti.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eincoletti.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eincoletti.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eincoletti.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eincoletti.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eincoletti.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eincoletti.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eincoletti.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eincoletti.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eincoletti.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eincoletti.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eincoletti.wordpress.com/43/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eincoletti.wordpress.com&amp;blog=5429341&amp;post=43&amp;subd=eincoletti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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